Vai al sito del Gruppo Iren

Gallerie Filtranti di Marano

Le Gallerie Filtranti di Marano sorgono in una zona caratterizzata da depositi argillosi e ghiaiosi formatisi in epoca antica quando il torrente Parma piegava a valle di Lesignano verso Nord-Est per proseguire nella stessa direzione fino ad immettere le sue acque nell'Enza.

Qui scorre una ricca falda acquifera proveniente dalle prime ondulazioni appenniniche a Sud che defluisce lungo l'antico corso sotterraneo. Le sorgenti sono protette da una zona recintata di rispetto di circa 12 ettari ricca di vegetazione arborea entro cui sorge l'edificio controllom chem reca tuttora la scritta "Acquedotto di Parma".

La galleria principale, dalle misure minime di 2,50x1,50 metri del primo tratto, raggiunge un'altezza di metri 3,60 ed una larghezza di 4,50 assumendo le dimensioni di un vero e proprio serbatoio e contiene anche la camera di carico in cui vengono convogliate le acque provenienti dalla galleria Ovest e dalla galleria Del Bono, scavata successivamente stante la penuria d'acqua nel periodo estivo, di dimensioni più modeste e collegata alla camera di carico con un'apposita condotta lunga quasi 2 chilometri.

Il fondo della galleria principale si trova a circa 6 metri dal piano di campagna. La portata di tutte e tre le gallerie raggiunge i 120 litri al secondo nei periodi di morbida (più umidi) per scendere a soli 30 litri nel periodo estivo.       

La storia

Il vecchio acquedotto farnesiano riuscì a far fronte alle necessità cittadine sino al 1893, quando, in considerazione della penuria d'acqua e della contaminazione dei pozzi dovuta alla mancanza di una vera e propria rete fognaria, l'Amministrazione Comunale, presieduta dall'allora Sindaco Giovanni Mariotti, diede in concessione per 99 anni alla ditta Francesco Garrè la costruzione e l'esercizio di un acquedotto a condotta forzata (cioè in pressione, al contrario di quello farnesiano).

Nel 1898 il Garrè cedette la concessione, con il consenso del Comune, alla società Cremonesi & C. di Como che completò i lavori.

Il nuovo acquedotto, della portata di circa 80 litri al minuto, venne inaugurato il 15 luglio del 1900. L'acqua veniva captata appunto dalle Gallerie Filtranti di Marano che furono ulteriormente ampliate nel 1918 e che restarono in servizio per quasi un secolo fino al 1997, quando vennero sostituite dai nuovi pozzi di Marore.

Il 1° ottobre 1925 il Comune di Parma subentrò direttamente nella gestione dell'acquedotto riscattando sorgenti e impianti, ed assumendo i dipendenti della società. Per far fronte alle spese del riscatto, pari a 3.980.000 di Lire di allora, il Comune stipulò con la Cassa di Risparmio un mutuo dell'importo di 2.000.000 di Lire della durata di trent'anni.

Presto anche le Gallerie Filtranti di Marano si rivelarono insufficienti: nel 1930 vennero inaugurati due pozzi, uno profondo 160 e l'altro 130 metri, nella zona dei Mulini Bassi, che garantivano una portata complessiva di 110-130 litri al minuto. Nello stesso periodo vennero realizzati il serbatoio pensile di Barriera Bixio, della capacità di 1000 metri cubi e la condotta maestra che vi adduceva l'acqua captata. Il serbatoio (1930), tuttora in esercizio, rilascia l'acqua nei periodi di maggior richiesta garantendo una pressione uniforme alla rete cittadina grazie alla sua altezza di 38 metri. Nel 1938 venne realizzato un nuovo pozzo nei pressi dell'Ospedale Vecchio, ed un altro nella stessa zona durante la guerra. Nel 1949 entrò in esercizio un altro pozzo proprio sotto il serbatoio di barriera Bixio, profondo 82 metri e della portata di 120 litri al secondo. Venne ristrutturata la centrale dei Mulini Bassi ed estesa la rete di distribuzione alla zona dei Prati Bocchi, nel quartiere Corpus Domini, ed in Via Langhirano. Nel 1951 venne allacciata la frazione Marinelli e l'abitato di San Pancrazio, e poi, a seguire, gli altri quartieri della città.

Avvertenze | Credits - © 2016 IRETI S.p.A. - Società con socio unico IREN S.p.A. - Società sottoposta a direzione e coordinamento di IREN S.p.A.
Sede legale: Strada Provinciale n. 95 per Castelnuovo Scrivia -Tortona (AL)
Registro Imprese di Alessandria, Cod.Fisc. e P.IVA n. 01791490343 Capitale Sociale: Euro 196.832.103,00 i.v.
Pec: ireti@pec.ireti.it